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Navigazione da smartphone, per metà degli italiani è piena di ostacoli

Pubblicità invasive, richieste di consenso ai cookie e pop-up difficili da chiudere restano il principale ostacolo alla navigazione da smartphone in Italia: lo indica una ricerca condotta da YouGov per Accessiway, realtà europea attiva nell’accessibilità digitale e parte del gruppo team.blue, su oltre 1.000 rispondenti italiani. Il 50% degli intervistati segnala questo tipo di interferenze come la principale barriera digitale, seguito dai contenuti che si caricano troppo lentamente (27%) e da procedure di inserimento dati giudicate eccessivamente complesse, come moduli, password e dati personali (23%). Per contestualizzare la portata del fenomeno, i dati Audiweb indicano che nel 2025 gli utenti mensili online da mobile sono stati 40,5 milioni, pari al 95% della popolazione italiana tra 18 e 74 anni.

Un fenomeno europeo, con la Generazione Z tra le più colpite

Il confronto condotto da Accessiway in Francia, Italia, Austria, Germania e Regno Unito mostra difficoltà diffuse in tutti i mercati analizzati, con percentuali che vanno dal 64% di Germania e Regno Unito all’82% della Francia; l’Italia si colloca al 79%. Un dato che emerge con particolare chiarezza riguarda i più giovani: contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, sono gli utenti della Generazione Z a segnalare più frequentemente problemi di accessibilità digitale. In Italia il fenomeno riguarda il 90% degli under 35, contro il 75% degli over 56; andamento simile in Francia (88%), Austria (87%) e Regno Unito (81%), mentre la Germania rappresenta un’eccezione, con il 60% della Generazione Z contro il 68% degli over 56.

Il quadro normativo si fa più stringente

Il tema si inserisce in un contesto normativo in evoluzione. Con qualche settimana di anticipo sul primo anniversario dell’applicabilità piena dell’European Accessibility Act (EAA), in vigore dal 28 giugno 2025, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha adottato la Determinazione n. 84/2026, un provvedimento che definisce per la prima volta in modo strutturato le modalità con cui AgID potrà verificare il rispetto degli obblighi di accessibilità digitale ed esercitare il proprio potere sanzionatorio, anche attraverso attività di monitoraggio proattivo e non solo su segnalazione degli utenti. Per le organizzazioni private di maggiori dimensioni sono previste sanzioni fino al 5% del fatturato annuo, con la possibilità, nei casi più gravi, di richiedere la sospensione dei servizi non conformi o la rimozione delle applicazioni dagli store.