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Shopping online, tre italiani su quattro aprono all’IA

Un’indagine condotta da idealo, piattaforma di comparazione prezzi attiva in diversi mercati europei, fotografa un’Italia sempre più aperta all’intelligenza artificiale applicata allo shopping online, pur mantenendo un atteggiamento cauto sul fronte della protezione dei dati. La ricerca, realizzata su un campione rappresentativo di consumatori in Germania, Austria, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito, colloca il nostro Paese tra i mercati europei più avanzati nell’adozione di strumenti IA per gli acquisti.

Adozione diffusa, ma con cautela sui dati personali

Secondo i risultati raccolti, quasi otto italiani su dieci hanno già utilizzato consapevolmente applicazioni o funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, e la maggioranza vi ricorre più volte alla settimana. Nell’ambito specifico dello shopping online, il 47% degli intervistati dichiara di essersi già fatto assistere da strumenti basati sull’IA, un dato che posiziona l’Italia al terzo posto nel confronto europeo, dietro alla Spagna e davanti a Regno Unito, Germania e Austria.
L’atteggiamento generale verso la tecnologia emerge come un equilibrio tra fiducia e prudenza: la grande maggioranza degli intervistati riconosce all’IA la capacità di far risparmiare tempo e di supportare decisioni più consapevoli, ma una quota altrettanto ampia esprime timori legati alla protezione dei dati personali e dichiara di fidarsi meno dell’IA quando si tratta di scelte importanti.
Guardando alle applicazioni concrete, il confronto dei prezzi risulta l’ambito in cui gli italiani ritengono l’IA più utile, seguito dalla ricerca di alternative, dall’individuazione dei prodotti più adatti alle proprie esigenze e dall’analisi delle recensioni. Tra i vantaggi percepiti, trovare condizioni di acquisto migliori prevale su risparmio di tempo e consulenza personalizzata.
Le prospettive future confermano la tendenza: una quota crescente di intervistati si dice disposta a immaginare un utilizzo più esteso dell’IA negli acquisti online, e una parte significativa considererebbe utile un assistente capace di spiegare i prodotti, confrontare le opzioni disponibili e individuare il prezzo più conveniente. Una minoranza, ma non trascurabile, si spinge a immaginare di poter completare l’intero processo d’acquisto affidandosi a un assistente IA.

Commentando i risultati, Jovan Protić, co-amministratore delegato di idealo, ha osservato che il valore dell’intelligenza artificiale nello shopping non si misurerà in base a quanto un assistente risulti persuasivo, ma in base all’affidabilità delle informazioni che fornisce. Ha aggiunto che dati accurati su prodotti, offerte e prezzi diventeranno un requisito fondamentale per il commercio guidato dall’IA, e che il ruolo di piattaforme come idealo sarà proprio quello di garantire la tracciabilità e l’affidabilità di queste informazioni, sia per i consumatori sia per le interfacce di acquisto automatizzate.

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un mercato italiano pragmatico: l’intelligenza artificiale convince quando genera risparmio concreto e semplifica le decisioni, ma la sua adozione su larga scala resterà condizionata dalla capacità di garantire trasparenza e tutela dei dati personali.