
L’adozione degli agenti AI sta accelerando rapidamente e sta cambiando il modo in cui le aziende progettano processi, servizi e decisioni. Secondo IDC, entro il 2029 nel mondo saranno attivi oltre un miliardo di agenti AI, quaranta volte di più rispetto al 2025. Una crescita che apre nuove opportunità, ma che introduce anche un rischio sempre più concreto: l’agent sprawl, ovvero la proliferazione non governata di agenti e strumenti AI distribuiti tra team, piattaforme e cloud diversi. È in questo scenario che Salesforce annuncia l’evoluzione di MuleSoft Agent Fabric, estendendo la piattaforma con funzionalità di rilevamento automatico e gestione centralizzata degli agenti AI, indipendentemente dal fornitore o dall’ambiente tecnologico.
Dal controllo manuale alla visibilità continua
L’obiettivo dichiarato è trasformare un ecosistema frammentato in una rete di agenti coesa, tracciabile e governabile. MuleSoft Agent Fabric si propone come un piano di controllo unico per agenti, strumenti AI e metadati, offrendo alle organizzazioni una visione completa su cosa è attivo, dove opera e con quali logiche. Il cuore di questa evoluzione sono i nuovi Agent Scanner, progettati per individuare e catalogare automaticamente gli agenti AI presenti su piattaforme come Salesforce Agentforce, Amazon Bedrock, Google Cloud Vertex AI e Microsoft Copilot Studio. Il rilevamento non si limita alle soluzioni più diffuse: anche agenti sviluppati internamente e server basati su Model Context Protocol (MCP) possono essere registrati in modo semplice, tramite URL, ed entrare così nel perimetro di governance aziendale.
Un approccio aperto all’ecosistema multicloud
Uno degli elementi distintivi della proposta è l’apertura. Salesforce punta su un modello interoperabile, in grado di integrare agenti e server MCP indipendentemente dal vendor, standardizzando le informazioni secondo il formato A2A. Questo consente di gestire agenti di terze parti con lo stesso livello di controllo e trasparenza di quelli nativi.
“Le aziende di maggior successo del prossimo decennio saranno quelle in grado di valorizzare la complessità di un ecosistema AI multicloud”, spiega Andrew Comstock, SVP & GM di MuleSoft in Salesforce. “Le funzionalità evolute di MuleSoft Agent Fabric offrono libertà di innovazione, mantenendo visibilità e controllo unificati, elementi indispensabili per una crescita scalabile”.
Dalla governance alla razionalizzazione degli investimenti
Accanto agli Agent Scanner, Salesforce introduce MuleSoft Agent Visualizer, uno strumento che offre una vista completa dell’intero perimetro AI aziendale, con funzioni di ricerca e filtraggio avanzate. La mappa degli agenti diventa così uno strumento strategico anche per il top management, utile per individuare sovrapposizioni, duplicazioni e aree di inefficienza. In contesti complessi, come quelli bancari o regolamentati, la possibilità di verificare rapidamente quali modelli linguistici alimentano un agente e a quali dati è autorizzato ad accedere rappresenta un passaggio chiave verso una AI più affidabile e responsabile. Allo stesso tempo, per i team di data science e logistica, la registrazione centralizzata di asset sviluppati internamente consente di superare i silos e favorire il riuso delle soluzioni a livello aziendale.
Disponibilità
Gli Agent Scanner per Salesforce Agentforce, Amazon Bedrock, Google Cloud Vertex AI e Microsoft Copilot Studio saranno disponibili da fine gennaio 2026. Nello stesso periodo sarà accessibile una selezione di server MCP di terze parti all’interno del MuleSoft Agent Registry, insieme alla possibilità di aggiungere server MCP tramite URL. Le funzionalità di ricerca avanzata nel MuleSoft Agent Visualizer arriveranno anch’esse entro fine gennaio 2026, mentre la registrazione di agenti personalizzati tramite URL è prevista dal primo trimestre dell’anno fiscale 2027.






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