Le piccole e medie imprese italiane che vendono su Temu segnalano una crescita significativa dei propri canali commerciali e della presenza sui mercati esteri. È quanto emerge dal Temu Small Business Insights Report 2026, basato su un sondaggio condotto tra giugno e luglio 2026 su 152 venditori locali attivi in Italia, Francia, Spagna, Germania, Polonia e Regno Unito.
Per quanto riguarda nello specifico i venditori italiani, l’82% considera Temu il principale motore di crescita o un’integrazione rilevante ai propri canali di vendita esistenti. Il 68% dichiara di essersi espanso in nuovi mercati internazionali attraverso la piattaforma e, tra chi aveva l’espansione estera come obiettivo dichiarato all’ingresso, l’80% afferma di averlo raggiunto. Il 79% ha inoltre aumentato la propria capacità produttiva o operativa, mentre il 25% ha assunto nuovo personale dopo l’adesione al marketplace. L’86% ritiene infine che la piattaforma offra alle PMI opportunità buone o eccellenti per competere con i marchi più strutturati.
Le PMI italiane sopra la media europea
I dati italiani si distinguono nettamente rispetto al quadro europeo complessivo. A livello europeo, solo il 50% dei venditori dichiara di aver aumentato capacità produttiva, organico o entrambi, contro il 79% registrato in Italia relativamente al solo incremento della capacità operativa. Sul fronte dell’espansione internazionale, il 34% degli intervistati attivi nei mercati UE riporta di essersi aperto a nuovi mercati, meno della metà del 68% rilevato tra i venditori italiani.
Anche sulle motivazioni di adesione emergono alcune indicazioni utili a livello europeo: il 75% degli intervistati considera Temu un canale di vendita aggiuntivo rilevante o il proprio principale canale, il 43% era attivo sul mercato da oltre dieci anni prima di entrare sulla piattaforma, mentre il 38% cita la facilità d’uso degli strumenti per venditori e il 35% la struttura dei costi tra i fattori che hanno orientato la scelta. Il 65% apprezza infine il supporto personale dedicato messo a disposizione da Temu.
Le esperienze delle imprese italiane
Tra i casi citati nel report figura Esplodia, azienda attiva nel comparto casa e giardino, che a diciotto mesi dall’ingresso su Temu genera il 30% del proprio fatturato complessivo attraverso la piattaforma e ha ampliato l’organico di quattro persone per sostenere una crescita che ha portato il catalogo a superare i 1.000 prodotti. Il contitolare Fabrizio Provitera ha sottolineato come gli strumenti di localizzazione automatica delle schede prodotto abbiano rappresentato un fattore determinante, evitando la gestione manuale delle inserzioni Paese per Paese.
Anche Baroni Home, realtà fiorentina specializzata in articoli per la casa, ha registrato risultati rapidi: a un mese dall’ingresso sulla piattaforma, avvenuto a febbraio 2025, il marketplace rappresentava già il 5% delle vendite complessive. Il direttore Edoardo Borgioli ha dichiarato l’obiettivo di portare tale quota al 25-30% del fatturato aziendale.
Sul fronte dell’export, SD Calabria, impresa familiare di prodotti alimentari tradizionali, ha riferito un cambiamento nella composizione della clientela estera: se in precedenza gli acquirenti internazionali erano prevalentemente italiani residenti all’estero, oggi il titolare Antonino Quaranta segnala ordini provenienti da Spagna, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Austria, Irlanda, Danimarca e Repubblica Ceca.
Secondo quanto riportato da Temu, l’approccio di supporto ai venditori locali si è sviluppato a partire da oltre 100 incontri con associazioni di categoria e stakeholder europei, da cui sono emersi come ostacoli ricorrenti per le PMI la complessità operativa, i costi e le difficoltà nei collegamenti transfrontalieri. Criticità che l’azienda dichiara di affrontare tramite assistenza dedicata e strumenti di traduzione automatica delle schede prodotto.





