
Quest’anno CMI Customer Management Insights è media partner dei business forum Richmond Italia, una delle realtà più longeve e autorevoli nel panorama degli eventi B2B in Italia: 32 anni di storia, 28 appuntamenti l’anno in 22 settori diversi. In questa intervista, Claudio Honegger, co-fondatore e amministratore del gruppo, racconta le origini del format, la filosofia che lo anima e la sua visione sul futuro degli incontri professionali in un’epoca sempre più segnata dalla tecnologia.
Claudio, partiamo dall’inizio. Come nasce Richmond Italia, qual è la scintilla da cui è nato tutto?
Abbiamo una storia lunga, che oggi conta oltre trent’anni. Richmond Italia nasce nel 1994 da un’intuizione sviluppata in Inghilterra da Mark Rainer insieme a mio padre, entrambi provenienti dal mondo fieristico. Si erano resi conto che i manager, i veri decision maker, partecipavano poco alle fiere tradizionali. Da qui l’idea: creare un formato capace di coinvolgerli direttamente. Il primo modello prevedeva eventi su navi da crociera, con un sistema di appuntamenti strutturati fra domanda e offerta. Invitavamo i direttori marketing – all’epoca il primo forum era proprio dedicato al marketing – insieme a fornitori e agenzie interessati a incontrarli. Si trascorrevano tre giorni insieme, creando un contesto immersivo che favoriva relazioni e confronto. Fin dall’inizio, però, il format non prevedeva solo incontri: accanto agli appuntamenti one-to-one c’era un programma di contenuti articolato, con conferenze di visione, workshop e seminari. A metà degli anni 2000 abbiamo affrontato una fase critica, fino al rischio concreto di fallimento. È stato un passaggio decisivo: abbiamo abbandonato il modello delle navi e ripensato completamente il format, moltiplicando gli eventi e rendendoli più flessibili. Oggi organizziamo 28 eventi in 22 settori diversi, includendo anche momenti di sviluppo individuale, come leadership e time management.
Come avete affrontato la pandemia?
Dopo il primo momento di incertezza, nel giro di poche settimane dal lockdown abbiamo realizzato un primo incontro digitale gratuito che ha coinvolto centinaia di manager. L’obiettivo era semplice: non fermare le relazioni. Anche on-line abbiamo mantenuto il principio del matching fra partecipanti, permettendo alle persone di incontrarsi e continuare a fare business. In alcuni casi, questi incontri hanno generato opportunità concrete. Successivamente abbiamo trasferito on-line anche gli eventi già pianificati per quell’anno, mantenendo le date. È stata una risposta immediata che ci ha permesso di attraversare quel periodo senza interrompere l’attività.
Per chi non ha mai partecipato a un forum Richmond Italia, puoi raccontarci cosa succede concretamente durante un evento?
Il cuore è l’incontro tra persone. Noi ci definiamo human-to-human: il nostro lavoro è creare le condizioni perché le relazioni accadano. I nostri eventi mettono in contatto due mondi: da un lato, i manager e decisori aziendali o delegate, che partecipano per scoprire nuove soluzioni e confrontarsi con il mercato, dall’altro i fornitori o exhibitor. Gli incontri sono rapidi e ben strutturati, offrendo in breve tempo una visione completa del mercato. A ciò si aggiunge il valore del confronto fra pari: i manager hanno l’opportunità di scambiare esperienze, discutere problematiche comuni e condividere approcci. Inoltre, ogni partecipante può personalizzare il proprio programma conferenze in base ai propri interessi specifici. Un aspetto vitale per la riuscita del forum è la creazione di relazioni personali. I nostri eventi sono il terreno fertile per la nascita di collaborazioni professionali, amicizie e, in alcuni casi, vere e proprie storie di vita. Questo accade perché si offre alle persone il tempo e lo spazio necessari per una conoscenza autentica. In definitiva, anche nel mondo degli affari, la sintonia è determinante: la scelta di un fornitore ricade spesso su quello con cui si è creata la maggiore affinità. Ed è precisamente questo che i nostri eventi si propongono di facilitare.
In un’epoca in cui è sempre più difficile distinguere il reale dall’artificiale – nei testi, nelle immagini, nelle comunicazioni – l’incontro di persona acquista un valore diverso.
È esattamente così. Non a caso il claim della nostra ultima edizione era ‘Intelligenza naturale’. Gli eventi on-line hanno un loro valore oggettivo: consentono di moltiplicare gli appuntamenti, abbattere i costi, eliminare le distanze. Li facciamo e funzionano. Ma l’incontro fisico rimane la base. I nostri forum sono tre giorni di lavoro intenso, con una componente relazionale e conviviale che non è accessoria: è parte integrante del format. Perché è lì che le relazioni si consolidano davvero.
Guardando al futuro, come evolverà questo modello?
La tecnologia continuerà a evolvere e a supportarci, ma le dinamiche umane restano sorprendentemente stabili. Se guardiamo alla storia dell’umanità, le modalità di relazione cambiano poco: cambiano gli strumenti, non i bisogni. L’intelligenza artificiale ci aiuterà sempre di più nelle analisi e nelle attività operative. Questo libererà tempo. E quel tempo verrà investito nella relazione, nella ricerca di connessioni più autentiche. Stiamo già vedendo segnali in questa direzione: cresce l’attenzione verso tutto ciò che riguarda la dimensione umana – dal benessere personale alle relazioni. Per questo credo che l’incontro fisico continuerà a essere centrale.


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