PMI europee più digitali, ma l’AI richiede ancora orientamento e competenze

La trasformazione digitale avanza anche tra le piccole imprese europee, ma il percorso resta tutt’altro che lineare. Molte aziende stanno sperimentando strumenti digitali e soluzioni di intelligenza artificiale, ma faticano a orientarsi tra tecnologie, competenze e scelte operative. È quanto emerge dal nuovo Digital Maturity Report pubblicato da team.blue, gruppo europeo attivo nelle soluzioni digitali e nei servizi basati su AI per imprese, agenzie e professionisti. L’analisi, basata sulle risposte di oltre 8.000 aziende in più di 30 Paesi, offre una fotografia aggiornata del livello di maturità digitale delle PMI europee e delle principali sfide che stanno affrontando.

Strumenti digitali diffusi, ma l’ecosistema resta semplice

Secondo la ricerca, gli strumenti digitali di base sono ormai ampiamente diffusi nelle attività quotidiane delle piccole imprese. I social media rappresentano il canale più utilizzato: circa il 74% delle aziende li impiega per mantenere visibilità, promuovere i propri servizi e restare in contatto con i clienti. Subito dopo si colloca il cloud storage, utilizzato dal 73% degli intervistati, segno che l’archiviazione e la condivisione digitale delle informazioni sono ormai entrate nella routine operativa delle aziende. Accanto a questi strumenti fondamentali, molte imprese utilizzano anche piattaforme per la creazione di siti web e strumenti di collaborazione online, segno che una prima infrastruttura digitale è ormai diffusa. Tuttavia, il quadro complessivo mostra ancora un ecosistema tecnologico relativamente semplice e spesso poco integrato.

Il vero ostacolo: scegliere e usare le tecnologie

Se l’interesse verso la digitalizzazione è elevato, la difficoltà maggiore riguarda la capacità di orientarsi tra le soluzioni disponibili. Circa il 30% delle imprese dichiara di non sapere quali strumenti digitali scegliere, mentre il 26% segnala la mancanza di competenze o di fiducia necessarie per utilizzarli in modo efficace. Un ulteriore 20% indica invece come principale barriera la carenza di tempo e risorse da dedicare alla trasformazione digitale. In questo scenario, la digitalizzazione procede spesso per tentativi, senza una strategia chiara e senza una piena integrazione tra strumenti, dati e processi aziendali.

L’AI entra nelle PMI, ma il percorso è ancora sperimentale

Anche l’adozione dell’intelligenza artificiale sta iniziando a prendere forma nelle attività quotidiane delle piccole imprese europee. Secondo il report, quasi una azienda su cinque utilizza già l’AI in modo significativo, mentre circa un terzo sta sperimentando queste tecnologie in diversi ambiti operativi. Nonostante questa crescita, permangono molte incertezze. Il 19% delle imprese afferma di non sapere quali strumenti di AI utilizzare, il 17% ammette di non possedere competenze adeguate e il 13% segnala ancora una volta la mancanza di tempo e risorse come principale limite. Il risultato è un’adozione frammentata, dove entusiasmo e sperimentazione convivono con dubbi e difficoltà operative.

La resistenza delle imprese più consolidate

La ricerca evidenzia anche una fascia di aziende che non percepisce ancora il valore concreto delle nuove tecnologie. Tra queste, il 59% opera da oltre dieci anni, un dato che suggerisce come le imprese più consolidate possano essere meno propense a modificare modelli operativi che hanno funzionato nel tempo. Questa resistenza non deriva necessariamente da una chiusura verso l’innovazione, ma piuttosto dalla difficoltà di comprendere come integrare nuove tecnologie all’interno di processi già consolidati.

Le PMI chiedono meno tecnologia e più guida

Uno dei risultati più significativi del report riguarda il tipo di supporto che le piccole imprese ritengono realmente utile. Più che nuove soluzioni tecnologiche, emerge una richiesta di orientamento e accompagnamento nel percorso digitale. Il 26% degli intervistati dichiara di non possedere ancora le competenze necessarie per utilizzare efficacemente gli strumenti digitali. Allo stesso tempo, una azienda su due ritiene che una guida passo-passo potrebbe aiutarla a progredire nel proprio percorso di trasformazione. Il 42% segnala il bisogno di orientamento nella scelta degli strumenti più adatti, mentre il 38% evidenzia l’importanza di programmi di formazione e workshop dedicati.

Tecnologia accessibile per trasformare l’ambizione in risultati

“La crescita della tecnologia, e in particolare dell’intelligenza artificiale, procede a un ritmo che molte piccole imprese faticano a seguire”, commenta Claudio Corbetta, Group CEO di team.blue. “Dai dati emerge chiaramente che non manca l’ambizione, ma piuttosto orientamento su come tradurla in azione. Quando semplifichiamo il percorso e rendiamo gli strumenti accessibili, l’AI diventa un catalizzatore di creatività e crescita. L’opportunità è aiutare le piccole imprese non solo ad adottare l’IA, ma a plasmarne le potenzialità”.

La fotografia che emerge dal Digital Maturity Report racconta dunque un tessuto imprenditoriale europeo sempre più consapevole del ruolo delle tecnologie digitali, ma ancora alla ricerca di competenze, guida e modelli concreti per trasformare l’innovazione in valore reale per il business.

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