Moda FW25/26: prezzi in aumento e svolta premium nel mid-market

Nel settore fashion sta prendendo forma un nuovo equilibrio tra valore percepito, posizionamento e strategie di prezzo. A delinearlo è lo studio di Retviews by Lectra, che analizza l’evoluzione delle politiche di pricing nella stagione Autunno/Inverno 2025/2026 in un contesto segnato da inflazione, dazi e crescente attenzione dei consumatori al rapporto qualità-prezzo. Il dato più evidente riguarda il ruolo del mid-market, che emerge come il segmento più dinamico e profittevole, con aumenti dei prezzi fino al +50% in Europa rispetto al 2024. Un trend che riflette un riposizionamento strategico dei brand di massa, sempre più orientati verso un’identità premium attraverso design più curato, assortimenti selettivi e politiche di pricing più ambiziose.

Il mid-market supera il fast fashion come driver di valore

Secondo l’analisi di Lectra, i modelli tradizionali del mass-market stanno affrontando pressioni crescenti legate ai costi e al rischio di inventario, mentre il fast fashion mostra segnali di rallentamento. In questo scenario, il mid-market si distingue come il vero motore di creazione di valore, arrivando in alcuni casi a superare il lusso in termini di impatto sul settore. Per differenziarsi, i brand stanno investendo in un posizionamento più sofisticato, anche attraverso collaborazioni con designer e l’ingresso nei team creativi di figure provenienti dalle maison del lusso. Questa evoluzione consente di giustificare listini più elevati, rafforzando al tempo stesso l’identità di marca.

Inflazione, dazi e “K-economy” ridefiniscono le strategie

Lo studio evidenzia come il contesto macroeconomico continui a influenzare profondamente il settore. L’inflazione, che in Italia a dicembre 2025 ha registrato un +1,1% su base annua, riduce i budget destinati agli acquisti discrezionali e aumenta la sensibilità al prezzo. Parallelamente, i dazi statunitensi tra il 15% e il 50% hanno incrementato i costi di importazione, costringendo molti brand a rialzi selettivi. Queste dinamiche si inseriscono nel quadro della cosiddetta “K-economy”, caratterizzata da una crescente polarizzazione dei consumi: mentre le fasce di reddito più alte continuano ad acquistare e talvolta aumentano la spesa, quelle più basse riducono i consumi. Ne deriva la necessità per i brand di differenziare strategie di prezzo e promozione per intercettare bisogni molto diversi.

Sconti più moderati ma più lunghi per proteggere il valore

Un’altra tendenza significativa riguarda l’evoluzione delle politiche promozionali. I brand stanno riducendo l’intensità degli sconti, ma prolungando la durata delle campagne, con l’obiettivo di preservare l’integrità dei prezzi senza compromettere l’attrattività commerciale. In Europa, tra settembre e dicembre 2025, i livelli medi di sconto e la quota di prodotti ribassati risultano inferiori rispetto agli anni precedenti, confermando un approccio più prudente e strategico.

Aumenti differenziati per categoria

L’analisi Retviews mostra un incremento generalizzato dei prezzi, ma con dinamiche diverse a seconda delle categorie. Gli aumenti più contenuti riguardano denim e calzature invernali, entrambi intorno al +9% in Europa, mentre accessori e borse registrano crescite molto più elevate. In particolare, le borse segnano un aumento del +33% in Europa, trainate dall’influenza dei social media e dalla crescente domanda di prodotti evergreen. Anche gli accessori mostrano un forte dinamismo (+15%), sostenuto dal valore percepito e dal ruolo crescente nella personalizzazione dello stile.

“Le strategie dei brand riflettono le sfide del mercato. Gli assortimenti stanno diventando più snelli e curati, mentre l’approccio alle scontistiche cambia per preservare il potere di determinazione dei prezzi”, commenta Antonella Capelli, President EMEA di Lectra. “Sfruttare tecnologie avanzate per ottenere insight di mercato è ormai fondamentale per ottimizzare le strategie e garantire performance commerciali solide”.

Nel complesso, lo studio evidenzia come il settore moda stia attraversando una fase di trasformazione strutturale, in cui pricing, posizionamento e uso dei dati diventano leve sempre più decisive per sostenere competitività e redditività.

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