Sanità digitale: 8 italiani su 10 la promuovono, fiducia nell’AI per ridurre le liste d’attesa

Gli italiani si dimostrano pronti a vivere la trasformazione digitale della sanità, ma chiedono accompagnamento e semplicità. È quanto emerge dalla nuova indagine demoscopica realizzata da FPA, società del Gruppo Digital360, in collaborazione con l’Istituto Piepoli, presentata nel corso di Forum Sanità, l’evento dedicato al futuro della sanità digitale. Secondo i dati, quasi otto cittadini su dieci (79%) utilizzano strumenti digitali per gestire la propria salute: il 31% lo fa in modo regolare e disinvolto, mentre il 48% – soprattutto tra gli over 54 – manifesta qualche difficoltà. Nonostante questo, l’apertura verso l’innovazione è ampia e il ruolo dell’Intelligenza Artificiale è percepito in modo sempre più positivo: il 47% della popolazione ritiene che possa contribuire a ridurre i tempi di accesso alle cure, grazie a una gestione più efficiente di prenotazioni e liste d’attesa.

Sanità più digitale, ma anche più umana

Il futuro della sanità, per gli italiani, sarà sempre più digitale ma non per questo meno umano. Il 39% degli intervistati immagina che tra dieci anni il sistema sanitario sarà fortemente basato su tecnologie come telemedicina, app mediche e IA, mentre il 55% ritiene che il progresso dovrà partire da due pilastri fondamentali: il potenziamento del personale sanitario e il rafforzamento della relazione medico-paziente. Il medico del futuro, secondo il 61% dei cittadini, sarà un professionista capace di integrare competenze cliniche e tecnologiche, affiancato da strumenti digitali in grado di supportare le decisioni di cura. Un modello che richiede equilibrio tra innovazione e prossimità, tra efficienza e fiducia.

L’AI come leva per l’efficienza e l’accesso

L’Intelligenza Artificiale rappresenta per molti cittadini la chiave per superare alcuni dei limiti strutturali del sistema sanitario, a partire dalle lunghe liste d’attesa. Oltre al 47% che ne riconosce l’utilità in questo ambito, il 37% vede nell’AI un mezzo per accedere più rapidamente alle informazioni sanitarie, il 33% per migliorare l’accuratezza delle diagnosi e delle cure, e il 27% per alleggerire i carichi amministrativi dei medici. Una quota significativa (26%) ne sottolinea anche il potenziale impatto nel contenimento dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale e per i pazienti.

I servizi digitali più utilizzati e apprezzati

L’adozione della sanità digitale è ormai una realtà quotidiana per gran parte della popolazione. Tra i servizi più apprezzati figurano le app di prenotazione e gestione delle visite e il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), considerati “molto utili” dal 50% degli intervistati. Seguono l’accesso online a referti e dati clinici (44%), la telemedicina (27%), e i dispositivi di monitoraggio personale come quelli per pressione o glicemia (24%). Un 11% – composto in prevalenza da over 54 – continua tuttavia a preferire esclusivamente i canali tradizionali e il contatto diretto con il medico.

Accessibilità e inclusione digitale: due priorità

Pur riconoscendone i vantaggi, molti italiani evidenziano la necessità di rendere le tecnologie più accessibili e intuitive. Per il 51%, la soluzione passa dallo sviluppo di strumenti digitali più semplici da usare, mentre il 45% auspica la presenza di sportelli di assistenza o help desk digitali negli ospedali e nelle farmacie. Un’ulteriore quota (39%) chiede che siano gli stessi operatori sanitari a diventare “guide digitali”, aiutando i pazienti a orientarsi tra le nuove piattaforme.
Le principali preoccupazioni restano il rischio di esclusione delle fasce con minori competenze digitali (38%) e la perdita del rapporto umano con il medico (34%).

I vantaggi percepiti della sanità digitale

Per i cittadini, i benefici più evidenti dell’innovazione digitale in sanità sono legati alla maggior accessibilità ai servizi (33%), seguita dalla rapidità nella diagnosi e nel trattamento (19%), e dalla continuità di cura e monitoraggio (14%).
Molti apprezzano anche la partecipazione più attiva alla propria salute (13%) e i minori costi per il sistema e per l’utente (12%). Solo una piccola parte della popolazione (8%) non individua vantaggi concreti.

Dove si informano i cittadini

Nella ricerca di informazioni sulla salute, prevale l’uso di siti medici specializzati (31%) e dei portali ufficiali delle strutture sanitarie (27%). Un altro 27% combina diversi canali digitali, ma continua a fare affidamento sul parere finale del proprio medico. I media tradizionali (giornali e TV) restano un punto di riferimento per una parte significativa della popolazione, mentre emergono anche i chatbot e le piattaforme di AI come canali informativi alternativi, sebbene ancora marginali.

Un cambiamento tecnologico e culturale

Per Gianni Dominici, Amministratore Delegato di FPA, la trasformazione digitale della sanità non è solo una questione tecnologica, ma umana e strategica: “L’attuazione del PNRR sta contribuendo in modo concreto alla trasformazione digitale del sistema sanitario, e gli italiani confermano di percepire i vantaggi che le nuove tecnologie possono offrire al miglioramento della vita dei pazienti. Tuttavia, la vera sfida sarà culturale: superare le resistenze, progettare servizi insieme a chi li usa, e costruire una sanità basata su fiducia, prevenzione e sostenibilità”.
Sulla stessa linea, Mariano Corso, Presidente di P4I – Partners4Innovation, sottolinea l’importanza di una visione integrata:“Una sanità più equa e sostenibile nasce da un mix equilibrato di tecnologie, ridisegno organizzativo e nuove competenze. L’uso intelligente dell’IA può migliorare informazione, prevenzione e continuità di cura, soprattutto a beneficio dei cittadini più anziani e fragili”.

Una sanità digitale per tutti

Il quadro delineato dalla ricerca FPA–Istituto Piepoli mostra un’Italia che guarda con fiducia alla sanità del futuro: più digitale, ma anche più accessibile, inclusiva e centrata sulle persone. L’AI e le piattaforme digitali possono semplificare processi e velocizzare cure, ma la vera trasformazione dipenderà dalla capacità di combinare tecnologia e umanità, competenza e vicinanza, efficienza e fiducia.

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