
Secondo l’ultima indagine condotta da Adyen in vista della stagione dello shopping, gli italiani si preparano a un periodo di acquisti sempre più ibrido e consapevole. Un consumatore su tre prevede di suddividere le proprie spese tra online e negozio fisico, e la spesa media stimata raggiunge i 227 euro.
Il 60% preferisce pagare con carta, mentre il 37% utilizza app di pagamento e il 15% wallet digitali, sia online sia in store. La sicurezza è percepita positivamente dall’82% degli intervistati, e quasi la metà (48%) abbandonerebbe un acquisto se non potesse usare il metodo di pagamento desiderato — un dato che ribadisce quanto la fluidità del checkout sia ormai un fattore critico di successo. Interessante anche l’aspetto valoriale: il 62% degli italiani si dichiara disposto a effettuare una donazione solidale al momento del pagamento, segno che il checkout sta diventando un punto d’incontro tra esperienza, fiducia e responsabilità sociale.
“Pagare diventa esperienza, relazione e anche occasione di responsabilità sociale”, commenta Gabriele Bellezze, Country Manager Adyen Italia.
Efficienza e semplicità: l’era del Payments-as-a-Service
Sul fronte infrastrutturale, l’innovazione corre verso modelli componibili, scalabili e cloud-native. La partnership tra Flowe, Istituto di Moneta Elettronica del Gruppo Mediolanum, e Mambu, provider cloud-native di core banking, ne è un esempio concreto: insieme stanno sviluppando un modello di Payments-as-a-Service in grado di automatizzare l’intero ciclo dei pagamenti, dal deposito all’elaborazione, con una forte attenzione alla compliance europea e alla Verification of Payee. Il progetto si inserisce in un contesto in cui, secondo il report ABI Lab 2025, il 70% delle banche italiane sta ripensando la propria infrastruttura, e il 40% prevede di aumentare l’adozione del cloud entro due anni.
“Questa collaborazione ci permette di accelerare lo sviluppo di soluzioni modulari e performanti per le aziende che vogliono trasformare digitalmente i propri sistemi di pagamento,” dichiara Ivan Mazzoleni, CEO di Flowe. L’integrazione dell’architettura composable di Mambu consente a Flowe di gestire in modo fluido transazioni SEPA e SWIFT, migliorando connettività, sicurezza e time-to-market: un modello che anticipa la nuova frontiera dei pagamenti embedded e delle piattaforme API-first.
Pagamenti in movimento: il caso Dojo Pocket
Anche il punto vendita evolve. Nel settore horeca e retail, la fintech Dojo lancia in Italia Dojo Pocket, un dispositivo all-in-one che unisce la gestione degli ordini al pagamento, direttamente al tavolo o al bancone. La soluzione risponde a un’esigenza chiara: nel 2024, secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, i pagamenti elettronici (43%) hanno superato per la prima volta il contante (41%), con il contactless che rappresenta il 90% delle transazioni in negozio. Il dispositivo — leggero, connesso via Wi-Fi e 4G, compatibile con tutti i principali circuiti e dotato di dashboard in tempo reale — semplifica la gestione quotidiana e migliora la customer experience nel momento più critico: l’incasso. “L’agilità nel pagamento è il vero valore aggiunto,” afferma Antonio Di Berardino, Country Manager Italia di Dojo. “Vogliamo rendere l’esperienza più fluida per clienti ed esercenti, contribuendo alla digitalizzazione del settore.”
Verso l’Euro Digitale: autonomia e fiducia
Infine, lo scenario europeo si prepara a un salto epocale con l’arrivo dell’Euro Digitale, il progetto della Banca Centrale Europea che punta a introdurre la moneta digitale europea, emessa e garantita dall’Eurosistema. Le italiane Almaviva e Fabrick sono state scelte per realizzare l’app mobile ufficiale e l’infrastruttura tecnologica che permetteranno a tutti i cittadini dell’Unione di utilizzare l’euro digitale su smartphone, tablet e smartwatch.
La piattaforma sarà aperta e interoperabile, grazie a SDK e API che consentiranno ai Payment Service Provider di integrarsi in modo fluido. Il progetto, del valore massimo di 153 milioni di euro, avrà una durata iniziale di quattro anni, prorogabile fino a dieci. Oltre a semplificare i pagamenti, l’euro digitale mira a rafforzare l’autonomia tecnologica e la sovranità monetaria europea, garantendo inclusione finanziaria, sicurezza e resilienza dell’intero ecosistema dei pagamenti.
Un ecosistema che evolve tra fiducia e interoperabilità
Dalla fiducia dei consumatori italiani nei pagamenti digitali rilevata da Adyen, alla modularità delle architetture fintech come Flowe–Mambu, passando per le soluzioni hardware agili di Dojo e la visione strategica dell’Euro Digitale, emerge un quadro coerente: i pagamenti non sono più solo un servizio, ma un elemento strategico della Customer Experience, in cui tecnologia, semplicità e fiducia diventano leve decisive per la competitività e per il futuro della relazione tra aziende e persone.




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