
Nonostante la digitalizzazione dei pagamenti stia avanzando rapidamente, quasi la metà degli italiani (48%) nel 2024 si è trovata a dover utilizzare un metodo di pagamento diverso da quello preferito, a causa della mancata accettazione, di problemi tecnologici o di restrizioni operative. È quanto emerge dal rapporto di Nuek, società tecnologica di Minsait (Gruppo Indra), intitolato “La digitalizzazione e democratizzazione dei pagamenti al consumo”, realizzato in collaborazione con AFI (Analistas Financieros Internacionales).
La criticità non riguarda solo l’Italia: a livello globale, il 66% dei consumatori bancarizzati dichiara di aver vissuto la stessa esperienza. “Quando il 66% degli utenti non riesce a pagare come desidera, il problema non è la tecnologia. È come è progettata”, ha commentato Javier Rey, CEO di Nuek. “In Nuek crediamo che la vera innovazione nei pagamenti non consista nell’offrire più opzioni, ma nell’offrire un’esperienza che semplicemente funzioni, senza pensarci, senza adattarsi, senza rallentare”.
Carte in crescita e contactless come norma
In Italia, le carte superano per la prima volta il contante nei pagamenti in presenza: l’86% degli acquisti nel 2024 è stato effettuato con carta, contro l’84% con contanti, con un incremento di 11 punti percentuali rispetto al 2023. Anche online la carta si conferma il metodo preferito (74% contro il 66% del 2023). Il contactless è ormai parte integrante delle abitudini: il 58% degli italiani con carta contactless lo utilizza abitualmente, mentre cresce l’uso di smartphone e smartwatch per i pagamenti (38% nel 2024 contro il 26% del 2023).
“Il superamento del contante da parte delle carte, dopo il rallentamento dello scorso anno, sancisce l’affermazione di un paradigma ormai maturo: la digitalizzazione dei pagamenti non è più una frontiera tecnologica, ma una componente strutturale delle abitudini economiche degli italiani”, ha dichiarato Roberto Scorzoni, Direttore Financial Services di Minsait in Italia.
Biometria e identità digitale: un nuovo standard
Il rapporto segnala l’affermazione della biometria come strumento di autenticazione: il 63% degli utenti utilizza impronta digitale o riconoscimento facciale. Parallelamente cresce la disponibilità verso un’identità digitale unica: il 75% degli italiani si dichiara favorevole a utilizzarla per pagare, identificarsi e accedere a servizi.
Le cinque sfide ancora aperte
Nonostante i progressi, il report individua cinque nodi da sciogliere per rendere l’esperienza di pagamento davvero fluida e universale:
- accesso diseguale ai metodi digitali, non sempre disponibili ovunque;
- percezione di sicurezza non ancora ottimale;
- mancanza di integrazione tra sistemi bancari, Paesi e piattaforme;
- necessità di regole chiare sul ruolo del pagamento come strumento di identificazione;
- esperienza che deve diventare “invisibile”, senza ostacoli o interruzioni.
Il quadro che emerge è quello di un settore in forte trasformazione, dove la tecnologia non è più la sfida principale: la vera partita si gioca sulla progettazione di esperienze di pagamento realmente semplici, universali e senza frizioni.





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