Mentre i social network sono sempre più affollati, instabili e soggetti a logiche algoritmiche opache, l’email marketing torna al centro delle strategie di comunicazione digitale. Una nuova conferma della sua efficacia arriva da Active Powered, che sottolinea come le mailing list proprietarie rappresentino oggi un asset strategico per costruire relazioni stabili e garantire continuità anche in scenari critici.
“I social sono utili, ma rappresentano uno spazio preso in prestito”, afferma Roberto Tarzia, COO di Active Powered. “La vera differenza, oggi, la fa chi possiede un canale diretto con il proprio pubblico.”
Un canale diretto che batte i social su apertura e fedeltà
I numeri parlano chiaro. Secondo Statista (2024), solo il 5,2% dei follower vede i contenuti organici pubblicati su Instagram, e meno del 3% su Facebook. Al contrario, le newsletter aziendali in Italia registrano un tasso medio di apertura del 38%, con settori – come quello editoriale – che raggiungono valori ancora più alti.
A rafforzare il quadro, una recente indagine di HubSpot conferma che il 79% dei marketer considera l’email uno dei tre canali più efficaci in assoluto, davanti persino alla pubblicità a pagamento e ai social media. Non solo: l’80% preferirebbe rinunciare ai social piuttosto che all’email marketing, a testimonianza di quanto sia percepito come strategico.
Una relazione cercata, non subita
L’email marketing non è solo una leva promozionale: è diventato uno spazio di contenuto volontario e selezionato. Il 60% degli utenti, secondo HubSpot, apprezza ricevere email promozionali settimanali, e il 38% ne vorrebbe di più. Il 15% dichiara persino di gradire una comunicazione giornaliera.
Nel frattempo, come sottolinea Active Powered, cresce il fenomeno delle newsletter editoriali: da Selvaggia Lucarelli a Valerio Bassan, fino a Francesco Oggiano, sono sempre più numerosi i professionisti che trasformano la casella di posta in uno spazio di approfondimento, relazione e identità.
L’Italia nella top 10 globale per performance
Secondo il report di GetResponse, l’Italia si posiziona all’ottavo posto a livello mondiale per tasso medio di apertura delle email, con un eccellente 44,38%. Un dato che evidenzia una forte predisposizione del pubblico italiano all’ascolto diretto e selettivo, a fronte di una crescente saturazione dei canali social.
Dal contenuto alla continuità
Oggi più che mai, l’email marketing si rivela una scelta lungimirante. In un mondo dove le piattaforme possono cambiare da un giorno all’altro – e dove i canali di proprietà diventano garanzia di resilienza – una mailing list attiva e curata rappresenta non solo uno strumento di comunicazione, ma un vero e proprio capitale relazionale.
“Chi possiede una lista di contatti può continuare a parlare con il proprio pubblico in ogni contesto. Gli altri rischiano di dover ricominciare da zero”, conclude Tarzia. Un’evoluzione da monitorare attentamente: in un’era digitale sempre più mutevole, l’email resta uno dei pochi spazi in cui il brand controlla realmente il messaggio, la relazione e il tempo di attenzione. E questo, oggi, vale oro.





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