Innovation meets business: inaugurata l’edizione 2019 del Roadshow Smau

Se le aziende non vanno dall’innovazione, Smau porta l’innovazione alle aziende: anche quest’anno, infatti, la piattaforma indipendente – che da oltre cinquant’anni supporta imprese e professionisti nella definizione dei loro processi di trasformazione – ha organizzato un roadshow per promuovere occasioni di incontro con i fornitori di soluzioni digitali, nonché la crescita e l’aggiornamento su temi come l’innovazione, la tecnologia, il digital e l’internazionalizzazione, direttamente sul territorio in cui le organizzazioni operano.

Smau_Palermo_2019Il viaggio di oltre 7.400 km attraverso Italia ed Europa ha avuto inizio il 21 febbraio a Palermo, e proseguirà a Padova il 28 marzo. Anche noi di CMI Customer Management Insights prenderemo parte a questa seconda giornata; in attesa di poterci immergere di persona nell’atmosfera del Roadshow Smau 2019, ecco qualche anticipazione da Pierantonio Macola, Presidente Smau.

Quali sono le novità e gli obiettivi dell’edizione 2019 del roadshow Smau?

“La novità numero uno è stata proprio la tappa a Palermo, che ha ospitato l’evento di una giornata nato dalla collaborazione con Regione Sicilia, e che si è svolto presso la suggestiva location di Sanlorenzo Mercato. Come sempre l’obiettivo di questo format è quello di garantire un luogo di incontro e networking tra gli attori dell’ecosistema dell’innovazione e le imprese dei diversi territori. Il nostro ruolo è quello di far incontrare le imprese con i nuovi partner che possono rispondere ai loro fabbisogni di innovazione – imprese digital e startup –, favorendo la dinamica dell’Open Innovation”.

Quali saranno i temi cardine del roadshow? In che modo verranno declinati e qual è, dal vostro punto di vista, il loro ruolo nell’economia futura?

“Dal 2008, anno della prima edizione di Smau sui territori, il roadshow ha intrapreso un cammino di costante evoluzione:Macola_Smau quest’anno l’Open Innovation torna ad essere l’anello di congiunzione delle diverse iniziative in programma. Tra queste abbiamo i Live Show – eventi aperti al pubblico e trasmessi anche in live streaming, durante i quali le imprese del territorio condividono i propri progetti di innovazione accanto a imprese digital, rappresentanti delle istituzioni e associazioni di categoria –, la formazione professionale con workshop gratuiti e la condivisione di case history. Ci saranno inoltre gli Startup Safari – che permettono a manager e imprenditori dei diversi settori produttivi di partecipare a visite guidate con proposte su misura – e i tavoli di lavoro a porte chiuse, che riuniscono attorno a uno specifico tema stakeholder, rappresentanti della domanda e dell’offerta, istituzioni, acceleratori e incubatori. Il ruolo strategico e fondamentale della Digital Transformation per l’economia futura sarà ulteriormente evidenziato attraverso il Premio Innovazione Smau, riconoscimento assegnato a progetti di imprese, pubbliche amministrazioni, piccole realtà e multinazionali che hanno colto la sfida del rinnovamento e che per questo rappresentano dei modelli virtuosi da cui trarre ispirazione”.

Quanto è conosciuto e padroneggiato in Italia il concetto di Open Innovation? Quali sono le azioni più efficaci per contribuire alla sua diffusione e affermazione?

“L’Open Innovation è una dinamica che assume una molteplicità di forme diverse di collaborazione tra startup e imprese consolidate: dal co-sviluppo alla partnership commerciale, dalla realizzazione di gare, competizioni e hackathon fino al finanziamento e alla vera e propria acquisizione. Nel nostro Paese questa dinamica si sta sempre più consolidando non solo tra le grandi imprese, ma soprattutto tra le piccole e medie. Sono 7.653 le organizzazioni che investono in startup – ben il 48% in più negli ultimi due anni – e la crescita maggiore si registra tra le piccole imprese che sempre più si affidano alle startup per dar vita a nuovi prodotti e servizi. Sicuramente per aumentare la diffusione di questa dinamica è necessario favorire l’incontro tra le due realtà. Per questo ci definiamo un’agenzia matrimoniale che favorisce il primo contatto tra questi due mondi”.

In base alla vostra esperienza, in quale direzione si sta muovendo il mercato italiano? Ci sono progetti e strategie da attuare con particolare urgenza per sostenere l’innovazione e la trasformazione digitale?

“La trasformazione più significativa possiamo vederla nel settore manifatturiero: negli ultimi due anni, infatti, l’84% delle imprese del made in Italy ha fatto investimenti per la trasformazione tecnologica e digitale dell’organizzazione, proiettandosi verso il modello di Industria 4.0. Aziende lungimiranti, i cui investimenti sono stati frutto di una precisa strategia di business, sulla quale l’iper e il super ammortamento hanno avuto un ruolo marginale (solo il 14,3% non avrebbe fatto investimenti senza l’incentivo). Tra le tecnologie su cui le aziende hanno investito maggiormente, l’ultimo Assintel Report ha individuato il cloud – con una crescita degli investimenti rispetto all’anno precedente del 25% –, l’Internet of Things (+18%), l’Intelligenza Artificiale (+31%), la realtà virtuale e aumentata (+72%), i wearable (+43%), i Big Data e gli Analytics (+26%). Quelli che vedremo nel Roadshow Smau, a partire dalla tappa di Padova, sono esempi concreti di imprese, attive nei settori di punta del made in Italy, che hanno saputo coniugare innovazione e tradizione, rinnovandosi costantemente per stare al passo con il mercato. Il primo step, quello che consiglio alle imprese che vogliono intraprendere un percorso di trasformazione digitale, è quello di vedere cosa hanno fatto gli altri, come si sono mossi, a quali partner si sono affidati, quali difficoltà hanno incontrato e che risultati hanno ottenuto”.

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